E non si stanca mai di pensare che non esistono colori preferiti per sempre.
Soffre di vertigini ma solo se sale su una piccola sedia.
"Ricominciamo" si dice ogni mattina.
E ride.
Ride in siciliano "picchì cu nasci mezzu a lu sali canusci l'amaru".
E' lo scatto di un attimo questo.
Era in divieto di sosta e fu rimossa.
A torto crediamo che il risveglio della coscienza coincida con l’ora della nostra prima nascita, forse perché è l’unica condizione vitale che sappiamo immaginare. Ci sembra di aver sempre visto e sentito e, forti di questa convinzione, identifichiamo con la venuta al mondo l’istante decisivo in cui nasce la coscienza. Il fatto che per cinque anni una bambinetta di nome Renée, meccanismo percettivo in azione dotato di vista, udito, olfatto, gusto e tatto, abbia potuto vivere nella totale inconsapevolezza di sé stessa e dell’universo smentisce questa teoria sbrigativa. Perché la coscienza per manifestarsi ha bisogno di un nome.
(Muriel Barbery - L’eleganza del riccio)